Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Anima
Alcune anime sono come spugne. Non puoi trarne nulla se non ciò che hanno assorbito da te.
Alcune anime sono come spugne. Non puoi trarne nulla se non ciò che hanno assorbito da te.
L’erba del vicino ci sembra sempre più verde ci facciamo prendere dallo sconforto e nel nostro giardino comincia a crescere “l’invidia” che copre tutto e fa diventare arso qualsiasi posto, sopratutto il nostro cuore.
La monotonia è regolare il metronomo della propria esistenza su ritmi costanti ed immutabili… ma le andature sono infinite, basta ascoltare la cadenza del proprio cuore.
È nella solitudine che apprezzi la voce della tua anima.
Parte della nostra anima risiede nell’anima di chi scegliamo accanto. Forse è questa l’empatia in realtà a tracciare la linea che definisce l’attrazione dei corpi e che, sviscerandosi sempre più dentro, crea e chiude il cerchio dell’amore.
Si dice che l’anima resta e la carne muore. E lo si dice sottolineando l’importanza dell’anima rispetto alla carne. Che errore! Proprio perché muore la carne è più importante dell’anima. Di anime ce n’è un vagone di scorta. Ma di carne… Quando la carne è finita, in segno di nervosismo ti mangi le unghie. È la carne che è importante, l’anima la trovi anche al supermarket delle fedi: animismo, reincarnazione, ortodossi, poco ortodossi, per niente ortodossi, mormoni, cattolici, calvinisti, ce n’è per tutti, e ciascuno di noi ha un solo inestimabile corpo e mille anime in accessorio. L’anima buona, l’anima candida, l’anima nera. Possiamo essere un giorno generosi e un giorno crudeli. Un giorno innamorati e un giorno carichi d’odio. È solo il corpo, la carne, che testimonia che siamo sempre noi, la stessa persona che cambia tutte queste anime, tutti questi atteggiamenti, come un vestito: l’anima casual, l’anima da sera.
Il culto non esige nè isolamento nè solitudine.