Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Musica
La musica è la lingua dello spirito. La sua segreta corrente vibra tra il cuore di colui che canta e l’anima di colui che ascolta.
La musica è la lingua dello spirito. La sua segreta corrente vibra tra il cuore di colui che canta e l’anima di colui che ascolta.
La musica è nel Dna,la musica è nel mio Dna,rido, piango, sogno, amo, respiro con le note.
Lo spirito afflitto trova pacesolo in unione a uno spirito a lui simile.I due convergono nell’affetto,come uno straniero si rallegraa vedere un altro stranieroin una terra lontana.I cuori che si unisconoper mezzo del dolorenon saranno separatidalla gloria della gioia.L’amore lavato dalle lacrimerimane eternamente puro e bello.
Credere è una bella cosa, ma mettere in atto le cose in cui si crede è una prova di forza. Sono molti coloro che parlano come il fragore del mare, ma la loro vita è poco profonda e stagnante come una putrida palude. Sono molti coloro che levano il capo al di sopra delle cime delle montagne, ma il loro spirito rimane addormentato nell’oscurità delle caverne.
La Musica non ha padroni, ne schiavi è di chiunque l’ascolti o canti, può essere bella o brutta non ha importanza, trasmetterà sempre un’emozione nell’anima di chi sa ascoltare.
Non potrei mai vivere senza musica, sarebbe come vivere senza aver mai provato Emozioni.
Maurizio Ortolani, colonna sonora della mia vita ha traslocato le sue note nell’arida terra, ma la sua melodia è in me. Ricordo che m’insegnò ad entrare nei componimenti, diceva di un brano che ti emoziona “Va ascoltato tre volte”. Tre è un numero ricorrente nella vostra religione e per me la musica è un culto. La prima volta devi prestare attenzione solo alla voce cercando d’esularla dalla musica che ascolterai la seconda volta comportandoti al contrario, la terza volta sentirai solo lo strumento che più t’illumina. Ancora oggi volteggio nella stanza buia sorridendo al flauto di Ian Anderson. È così che diverrà più d’un emozione, sarà un organo in più del tuo corpo… penso con le lacrime agli occhi quale possa essere il motivo che possa accompagnare il mio viaggio… piango perché troppo poca è una morte sola.