Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Verità e Menzogna
Ciò che chiamiamo intelligenza nella mente di alcuni è solo un’infiammazione localizzata.
Ciò che chiamiamo intelligenza nella mente di alcuni è solo un’infiammazione localizzata.
Ricorda sempre che alla fine dei conti, quel che conta nella vita è quanto sei stato sincero con te stesso.
Mi amava. Balle. La paura di rimanere solo l’ha portato dritto alla tua vagina.
Non credere quando di dicono ci sarò sempre, il sempre e solo l’infinito. Ridi quanti ti diranno: ti curerò le ferite, alcune ferite nemmeno il tempo riesce a sanare. E se ti diranno: Io non ti lascerò mai, Non credere perché se la vita a un fine figurati l’amore. Non son o pessimista e non esserlo nemmeno tu vivi i momenti della tua vita e ciò che conta.
Non esiste un uomo, né una divinità, che incarni in sé il bene, o la giustizia, o la vita, e ne sia la sua rappresentazione. Ogni uomo, o Dio, in fondo seguono i propri desideri. Così il male si riconosce solo dalla Morte, e non esiste uomo o Dio che ne sia immune, e la Morte riconosce il Male che l’ha provocata. Dal desiderio, che non tiene conto se si vive o si muore, vuole, brama, cerca la Morte chiamandola Vita. Cos’è il Male se non il desiderio di uccidere per vivere, di avere dalla Morte sia spirito che materia, per l’illusione di poter essere.
Il vuoto, è quello spazio desertico dell’io interiore, rimasto privo di un qualcosa di essenziale, tale da far cadere ogni orizzonte ed il tempo è una grandezza fisica, quell’intervallo di tempo necessario affinché il vuoto venga bonificato, ossia illuminato dalla riscoperta del vero gaudio, reso fertile, pronto a far sbocciare un forse nuovo e lucente fiore, emblema di quella sorgente, motivo per cui l’uomo stesso è stato da Dio procreato.
Non devo giustificare le mie “azioni” o le mie parole, sono responsabile di quel che dico e faccio, chi vuol fraintendere un mio gesto o una parola, evidentemente di me conosce ben poco.