Karima Kamney – Tristezza
Circondandomi di tristezza ho imparato ad avere paura della felicità.
Circondandomi di tristezza ho imparato ad avere paura della felicità.
Il pianto è il rifugio delle donne brutte, ma la rovina di quelle attraenti.
La prima volta che lo vidi non lo riconobbi subito. All’inizio non ci credevo ma con il passare del tempo le cose cambiarono, io cambiai. Perché l’amore cambia, cambia nel profondo ed è un cambiamento persistente. Rallenta le tue giornate e sembra passata una vita da quando finisce. Perdi quell’indipendenza che acquisti d’adolescente. È lì che comincia. Quando le cotte diventano qualcosa di più, delle pene. E rischi di perderti nell’illusione che tutto con esso sia migliore, perché in fondo sai che è vero.
La verità è che tutti questi ostacoli che mi circondano non fanno altro che ferirmi, farmi male. Mi lasciano senza forze per non farmi rialzare. Sono in mezzo a quest’amore che nulla sa donare, solo togliere e rinfacciare. Ti guardo negli occhi e mi chiedo dove sei, dove sono finiti i tempi in cui avendoti qui accanto avevo la percezione di sentirti vicino e mai altrove. Ora dove abbandoni il tuo sguardo so che non basterà nominare il tuo nome. Non siamo più gli stessi quelli di ieri, sembriamo voler scappare ma avendo paura di abbandonare l’altro. Se tu non sei qui ed io non ci sono, averti accanto è come avere innalzato un muro. Ci impedisce di uscire di guardare oltre. Cercando quel qualcosa che ormai nessuno dei due sa dare.
Non sono il tipo di persona che dice a chiunque “Ci sarò sempre per te”, dipende dall’importanza che ti do e non è per essere ipocrita solo che seleziono le persone su cui posso contare quando ne avrò bisogno io, scartando quelle che non fanno altro che parlare di loro stessi non lasciando spazio ad una piccola vocina che urla contro il mondo “Ascoltatemi”!
Ho scritto cose piangendo.
La solitudine è la disperazione che bussa.