Karl Raimund Popper – Scienza e tecnologia
La scienza è ricerca della verità. Ma la verità non è verità certa.
La scienza è ricerca della verità. Ma la verità non è verità certa.
Più una forma di comunicazione è complessa meno è genuina.
La scuola centra pienamente il suo obiettivo, quando ha insegnato a ben istruirsi da sé.
Le idee migliori sono proprietà di tutti.
Il “tempo”, quello che dedichiamo a farci consumare dal mondo robotizzato dei consumi è certamente invenzione umana.Il Tempo, quello vero, quello che non c’era prima del Big Bang, prima della luce, prima dell’evolversi dello spazio, è inconcepibile come potesse non esserci prima d “esser creato.Potrebbe esistere da qualche parte un nucleo, ma anche una piramide, perché no, una medusa pelagia, insomma un Entità che di suo possiede ogni elemento occorrente per” costruire “questo universo.Ogni elemento, dai minerali alla luce, dall’acqua al Tempo.Forse per l” Entità il Tempo è un qualcosa che si può usare, plasmare, stringere, allargare, malleabile come un comune metallo.Potrebbe possedere infiniti elementi a noi sconosciuti come la “materia oscura” e facilmente esistono molteplici universi, forse solo il nostro è condannato dal Tempo non malleabile per l’uomo.Il Tempo per l’Entità sarebbe un elemento come tanti altri, “sempre esistito”.”Sempre” “esistere” “finire” “iniziare” sono piccoli concetti umani, mortali, che certamente l” Entità non concepisce.
Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell’esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all’intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà che fonte di nuovi triboli per l’uomo. E quando, coll’andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall’umanità.
Ho un’idea piuttosto strana della magia. La vedo nelle dure leggi della fisica, ma senza imporre alle leggi quello che so o che credo di sapere o peggio ancora quello che vorrei. La conoscenza assoluta non mi attira perché poi non c’è più spazio per l’immaginazione, che ci gira intorno cercando di dare una forma all’indistinto. Si disegna un’idea, ma nessun pensiero può cambiare quella forma, l’essere. Non chiamerei magia sottomettere una legge alle proprie aspirazioni, significa odiare la natura che non vuole assecondare i desideri tiranneggiati con la forza. Se lo facesse, non mi fiderei di questa apparenza. Una struttura non muta a casaccio sottomettendosi a chissà quale grande potere. Una formula, qualsiasi, si fonda prima di tutto sulla legge e non su un desiderio, e si svolge nel tempo, breve o lunghissima. Il risultato giusto o sbagliato dipende dallo svolgimento, e può essere solo quello che in effetti già è. Si vede quindi prima, solo se lo si vuole vedere, oppure, se si è in grado di vederlo. Mettersi a fare la guerra contro il risultato perché non piace, anzi contro la stessa legge che dice chiaramente quello che sarà e tuttavia fregandosene altamente, ha un che di nefasto. Sfidare la matematica vuol dire sfidare l’universo intero e le sue leggi, non si gioca solo contro una vita, ma proprio contro la Vita generale, e questa non è una persona, nonostante i brutali tentativi di sostituirsi ad essa.