Kin Hubbard (Frank McKinney Hubbard) – Figli e bambini
La peggiore sensazione che conosca è alzarsi di notte e mettere il piede su un trenino.
La peggiore sensazione che conosca è alzarsi di notte e mettere il piede su un trenino.
Quando sarò grande, voglio essere un bambino.
Il piccolo si protende verso di lei grandi occhi sgranati, fiduciosi. La madre lo abbraccia protettiva, mani dolci e ruvide, sguardo avvolgente. Poi volge altrove rughe polverose lo solcano. Guarda il figlio, sorride.
Bastano davvero i figli a saziare le rinunce, riempire i vuoti e rammendare tutte le ferite?
Felicità è l’amore di un bimbo.
Attimi di infinita dolcezza, occhi di bimbo che ti osservano, manine che accarezzano e bocche affamate di baci. E la mia anima gioisce.
Ho amato da sempre i bambini, ero ancora una bimbetta e già mi prendevo cura con amore e tenerezza dei più piccoli della famiglia, li coccolavo e vezzeggiavo beandomi dei sorrisi e delle dolci carezze che mi regalavano. I bambini danno gioia, allegria, un loro sorriso risolleva nei momenti più bui, sono come il sole donano luce e calore, illuminano e riscaldano le nostre giornate. Un abbraccio, una carezza, un gesto gentile bastano a farmi sentire piena e grata.