Klara Erzsebet Bujtor – Comportamento
Se hai la pace, le infondi.
Se hai la pace, le infondi.
– A me hanno insegnato che nell’anima di un uomo non c’è posto per dubitare.- Questo vi insegnano per chiudervi, carusi, in una corazza di doveri e false certezze. Come a noi donne, Mattia: altri doveri, altre corazze di seta, ma è lo stesso.- Devi avere ragione perché come una malinconia nuova mi prese e mi tiene da quando ‘sta parola dubbio ho incontrato.- È per timore di questa malinconia che l’uomo s’ammanta di certezze e detta credi. Ma ancora troppo bambino è l’uomo per sapere.
E a volte vincono gli errori, se servono a imparare.
Le maschere muoiono ogni volta che si indossa il proprio volto.
La verità o è scomoda o fa male. Questo è un mondo di bugiardi dove vincono i bugiardi.
Per quello che mostro di me vorrei essere considerata: -amata o odiata, invidiata o ammirata, criticata, respinta o voluta…fa lo stesso,importante di non sparire nell’ombra della indifferenza,così posso dire che esistito…
Lo so che non sono perfetto…Lo so che non sono perfetto, né lo sarò mai! Anzi, sono solo e unicamente uno di quelli che amano dormire ma si svegliano sempre di buon umore; che salutano ancora con un bacio; che lavorano molto e si divertano di più; che vanno in fretta in auto ma non suonano ai semafori, che arrivano in ritardo ma non cercano scuse; che spegnano la televisione per fare due chiacchiere; che si alzano presto per aiutare un amico; che hanno l’entusiasmo di un bambino e pensieri da uomo; che vedano nero solo quando è buio; che sono felici il doppio quando sono riusciti a fare almeno la metà di quello che dovevano fare e di quello che era giusto facessero; che, oltre a rispettare gli altri, rispettano anche la natura e gli animali; che, oltre ad autoaccettarsi, accettano gli altri per come sono; che non aspettano Natale per essere un po’ migliori, e per sorridere e sognare ad occhi aperti, come i bambini che aspettano Babbo Natale, o la Befana che gli porta i doni nella notte dell’Epifania. Ed infine questo sono io, senza maschera né ipocrisia e soprattutto senza tabù, quindi libero nelle esperienze della vita quotidiana.