Elena Usai – Comportamento
L’essere nel buio di spinge inevitabilmente a fidarti di qualcuno.
L’essere nel buio di spinge inevitabilmente a fidarti di qualcuno.
Credo in me e credo di essere abbastanza forte e in gamba per gestire le…
Forse tu pensi soprattutto a te stesso: assolutamente libero di farlo. Voglio imitarti: da oggi penserò di più a me, e meno a te. Poi, se vuoi, fammi sapere come va.
Non posso fare grandi cose per cambiare questo mondo, ma cerco ogni giorno con delle piccole azioni di riuscire a renderlo migliore almeno un po’.
Aveva sempre creduto che il loro, fosse un rapporto speciale, magico. Uno di quelli che non puoi etichettare, che quando ti chiedono ‘ma lui chi è? ‘ tu non riesci a rispondere, perché in fondo neanche tu, ne tanto meno lui, sai di cosa si tratta. Il loro era un rapporto usa e getta, ma infinito. Fatto di promesse (infrante, ma questo era sempre una sorpresa nonostante fosse consuetudine), sussurri d’amore, urli d’odio, canzoni dedicate prima di fuggire, canzoni per perdonarsi, canzoni, cazzotti, risate e lacrime. Si dicevano addio, magari non parlavano per giorni, settimane, mesi; ma prima o poi o l’uno o l’altro tornava. E bastava un ciao che tutto riesplodeva. Si riprendeva a parlare assiduamente, rendendosi conto che il tempo passato non aveva allontanato, anzi. E ci si riprometteva che non sarebbe più successo. E poi risuccedeva. Lei ci credeva davvero, che lui era speciale; che lui era come lei. Ma se c’è una cosa che solo ora può capire, è che nessuno sarà mai come lei. Lui non è mai stato come lei, lui era un coglione qualunque che non tornò più; che se tornava era solo per noia. Finzione. Ecco cos’era il loro rapporto. Nient’altro.
Io mi consumo come cera al calore, quando guardo la giovinezza dei ragazzi dalle floride membra.
Il problema è che, molto spesso, ciò che si vuole non coincide con ciò che…