Klara Erzsebet Bujtor – Felicità
La vera felicità è un distacco della realtà.
La vera felicità è un distacco della realtà.
La felicità è tagliarsi le vene. E scoprire poi di essere ancora vivi!
Ogni giorno si sfiora la felicità, ma se non l’afferriamo sarà un rimpianto per sempre.
Bisogna sempre essere felici, non solo per te stesso, ma anche per gli occhi di chi ti guarda, che non conosce la tua vita e ti giudica senza capire che il giudizio non aiuta ma distrugge.
“Un giorno, io, la vidi la felicità. Stavo quasi per prenderla. Ma è scappata.” “Anche a me è capitato. Via! Come un lampo se ne è andata.” “La felicità, bella davvero! Pure io l’ho sfiorata.” La felicità è inafferrabile, perché la felicità non è là fuori, ma è dentro di noi. Felicità è stare in pace con se stessi.
C’è la felicità dei grandi fuochi ardenti, delle grandi passioni. Essa anela a vette altissime e gode il fascino dell’impensato. Accanto, un po’ più in là, la felicità è raggomitolata nel confortante abbraccio della serenità, una serenità cauta, riposante, silenziosa. L’animo inquieto passeggia ora qua, ora là, e delicatamente sogna. C’è, sotteso nell’inquietudine, il segreto della plenitudine della vita.
Forse in quei tempi di crisi era da pazzi definirsi felici, la felicità scarseggiava un po sono sincero, ma tutto quello che potevamo avere ce lo concedevamo, eravamo tranquilli, amavamo respirare aria fresca, era tutto.