Laura Giavazzi – Sorriso
Felice Domenica a te che esci, a te che rimani a casa, a te che stai bene e a te che hai mille preoccupazioni in testa.
Felice Domenica a te che esci, a te che rimani a casa, a te che stai bene e a te che hai mille preoccupazioni in testa.
L’azione buona è quella che fa sbocciare un sorriso sul volto altrui.
In Italia l’unica istituzione che non sciopera mai è il sole; anzi fa degli straordinari.
Un sorriso a volte abbaglia, le parole incantano. Lo sguardo dice chi sei.
T’accorgi che la vita è benefica quando piccole cose, improvvisamente, sono meravigliosi istanti di emozioni felicie avverti quel calore che fiducioso rinasce in te per altri medesimi momenti che di certo regaleranno ancora sorrisi.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.
Il sorriso la luce del cuore.