Laurell K. Hamilton (Laurell Kaye Hamilton) – Libri
I tuoi occhi sono lo specchio più limpido che abbia mai visto, ma petite. Quando fingo su me stesso o m’illudo sulla vita, non devo fare altro che guardarti in viso per vedere la verità.
I tuoi occhi sono lo specchio più limpido che abbia mai visto, ma petite. Quando fingo su me stesso o m’illudo sulla vita, non devo fare altro che guardarti in viso per vedere la verità.
I libri sono una cosa buona, ma sono un pallido surrogato della vita.
Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplendeSette ai Principi dei Nani nelle lor Rocche di pietraNove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,Uno per l’Oscuro Sire chiuso nella Reggia tetra,Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende.Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.
E mi rivolge un sorprendente mezzo sorriso guardandomi da sotto le sopracciglia, quasi vedesse davvero me, me al di là di questo corpo, e gli piacesse quello che vede. Ma non è possibile.
Certe cose sono più importanti dell’amore.
Così, senza saperlo, ereditiamo l’incapacità verso la tragedia, e la predestinazione alla forma minore del dramma: perché nelle nostre case non si accetta la realtà del male, e questo rinvia all’infinito qualsiasi sviluppo tragico innescando l’onda lunga di un dramma misurato e permanente – la palude in cui siamo cresciuti. È un habitat assurdo, fatto di dolore represso e quotidiane censure. Ma noi non possiamo accorgerci di quanto sia assurdo perché come rettili di palude conosciamo solo quel mondo, e la palude è per noi la normalità. Per questo siamo in grado di metabolizzare incredibili dosi di infelicità scambiandole per il doveroso corso delle cose: non ci sfiora il sospetto che nascondano ferite da curare, e fratture da ricomporre. Allo stesso modo ignoriamo cosa sia lo scandalo, perché ogni eventuale devianza tradita da chi ci sta attorno la accettiamo d’istinto come un’integrazione solo inattesa al protocollo della normalità.
È la spassosissima storia d’amore tra Kevin e Sara. Lui affascinante attaccante lanciato verso il successo; lei dolce e bella ventitreenne irrimediabilmente innamorata, sempre in bilico tra illusione e realtà. Si conoscono, si amano, si perdono, si ritrovano: un’altalena dai toni leggeri e gentilmente malinconici, un romanzo esilarante e commovente al tempo stesso. I personaggi sono reali, ti emozionano e ti coinvolgono! I dialoghi sono frizzanti e mai noiosi. C’è un condensato di ironia, dolcezza, e tenerezze. La viva traccia di un sentimento che si perde tra mini vertiginose, maglie strizza-tette, colpi di vernice e comparsate a Uomini e donne… un amore unico… Ma chissà se, davvero, si chiamava amore.