Leandro Mancino – Vita
Non so, a volte picchierei a morte la vita… è così crudele con quelli che come noi perdono spesso.
Non so, a volte picchierei a morte la vita… è così crudele con quelli che come noi perdono spesso.
Ho bisogno di te per andare avanti, per affrontare anche questa sfida, per crescere di fronte alla difficoltà, per reagire nel modo giusto, seguendo la tua strada. Solo se tu ci sarai io capirò cosa devo fare, dove devo andare, ti prego aiutami ancora una volta, ti prego assistimi. Ho bisogno di te.
Noi viviamo l’attimo del soffio del vento, del batter d’ali di farfalla, dello splendore di un fiore ricamato di rugiada, del sapore di un bacio rubato. Non viviamo l’eterno di una stella che splende ma resta lontana, di un diamante che brilla ma è sempre gelido, delle catene montuose che sfiorano il cielo ma non l’abbracciano mai. L’eterno è immobile, la vera bellezza è nel tocco fugace dell’arcobaleno che, per un istante, ci abbraccia tra terra e cielo.
Essere dimenticati è come non aver mai vissuto. A questo servono i figli.
A vent’anni un uomo è un galletto, a trenta un leone, a quaranta un cammello, a cinquanta un serpente, a sessanta un cane, a settanta una scimmia, e ad ottanta non è più niente.
Siamo impegnati in un gioco in cui non possiamo vincere. Alcuni fallimenti sono migliori di altri, questo è tutto.
E io che vivo di sogni, morirò di illusioni.