Lerro Menotti – Stati d’Animo
Era talmente ipocondriaco fino al punto di pensare che il guarire avrebbe potuto nuocergli.
Era talmente ipocondriaco fino al punto di pensare che il guarire avrebbe potuto nuocergli.
La mia più vera, grande e appagante libertà è la solitudine.
Lacrime di cristallo cadono dai miei occhi frantumandosi e dissolvendosi nell’immenso universo che circonda il mio subconscio.
Faccio opera di nascondimento e di diminuzione. Una matematica che mi sottrae, ripartendomi le logiche. Quando mi sono ritrovata a moltiplicare le basi della mia realtà per le altezze dei miei sogni e il risultato è stato dividermi per due, tra ciò che restava dell’infranto e ciò che mi lasciava definitivamente. Geometrie che perdevano la mia stessa figura su piani irregolari, e solidi a costruire palizzate insormontabili. Non mi piace chiedere. Non oso chiedere. Ricerco parole che mi facciano perimetro di protezione e recinti spinati per non far entrare più nessuno. Mi affronto a testa bassa come se mi giungessi da fuori e ci fosse da temere. Divento preda. Sono arma. Mi sarei salvata se non avessi sparato. Non è come penso. È come sento.
Non permettere a nessuno di renderti la vita triste e insensibile la gioia e la felicità dovrà essere sempre presente nel tuo cuore.
Nessun piacere della mia mente potrà mai cassare il desiderio del mio cuore.
Con il nero del caffè della mattina scrivo della notte i reconditi pensieri.