Lev Nikolaevic Tolstoj – Stati d’Animo
Anche solo quello sguardo, involontariamente radioso, era bastato a far comprendere a Levin che lei amava quell’uomo, a farglielo capire come se lei stessa glielo avesse detto.
Anche solo quello sguardo, involontariamente radioso, era bastato a far comprendere a Levin che lei amava quell’uomo, a farglielo capire come se lei stessa glielo avesse detto.
Non ho memoria di quello che ho fatto, per meritare l’esilio in questo mondo.
Gioie e dolori, ma anche un caffè può diventare interessante, se dai gusto al piacere.
Che pensa la notte dei miei sogniforse nel buio ascolta e impasta i colori dei miei pensieriSempre questo velo di inquietudine li avvolge mentre navigano nel mare delle mie sensazioni… Già il mare è sempre presente nei miei pensieri ma sempre increspato e nudo come la mia animaLa mia vela si spegne il fuoco è sempre più tenue forse si sogna per non morire ma si soffre di più e tutto fino all’ultima onda che spegne i miei occhi umidi di brinaLa risacca è il metronomo del mio vivere e le maree scandiscono gli atti della vita tutto si compie nel continuo mutare della vitaOra tu sei invincibile il tuo cuore è una corazza senza tempo lasciami una goccia del tuo cuore perché io possa continuare a sognare.
Invece di preoccuparti per le cose che non potrai avere, preoccupati di seppellirle, prima che le preoccupazioni seppelliscano te.
La vita non dà tregua, proprio no! Ed io mi sono rotta le palle!
A volte son così fragile che potrei spezzarmi, e mi “raccoglie bene” solo chi mi ama davvero. A volte quell’esser “presa in braccio”, in silenzio, dolcemente basta per far tornare il sorriso. Basta poco per le persone che “ancora si fidano”