Lev Nikolaevic Tolstoj – Stati d’Animo
Un dispiacere puro e completo è impossibile come una gioia pura e completa.
Un dispiacere puro e completo è impossibile come una gioia pura e completa.
Io sono l’ultimo e l’unico uguale a me stesso.
È che per me contano le cose semplici. Che poi son le più vere. Contano i gesti del cuore, le parole sussurrate. Non conta urlare ad una persona che vuoi lei stia bene, non conta spifferarlo l’amore. L’amore conta se resta inattaccabile fra le nostre mani, dentro i nostri gesti silenziosi e in quei raggi che al mattino fanno a gara, per entrare nella nostra di finestra.
Casa non è più casa se a casa non c’è più chi abitava quella casa.
Quello che so è che certe persone quando sono nervose mi vorrebbero usare come pungiball. Quello che non sanno è che io sono un modello particolarmente molesto che non solo schiva l’urto ma dopo gli rimbalza addosso!
Penso e ripenso, ergo sono pensieroso.
Quando il cuore tracima e si versa liquido, fuori membrana, mi resta un ematoma tra il respiro e la possibilità rendendomi improbabile nei battiti, un ritmo alternato tra la parola ed il pensiero, il ricordo e la mancanza.