Livia Cassemiro – Paura & Coraggio
L’uomo che intravede il fascino nel male, o è l’uomo coraggioso o è quello stupido!
L’uomo che intravede il fascino nel male, o è l’uomo coraggioso o è quello stupido!
La volgarità è il pretesto principe con cui i tromboni, di tutte le epoche, hanno cercato di tappar bocca alla satira. Si parva licet, anche del Boccaccio dicevano che era volgare e anche lui difendeva la sua arte, come me in questo momento. La verità è che la satira non è volgare, è esplicita. La satira usa come tecnica la riduzione al corporeo, alle esigenze fisiologiche primarie: mangiare, bere, urinare, defecare, scopare. Lo fa per sovvertire le gerarchie costituite. È il potere liberatorio della satira, secondo la tradizione millenaria che dalle sette dionisiache arriva fino al nostro Carnevale. Non esiste sacro senza profano. Il sacro senza profano diventa integralismo.
Si può passar sopra a un morso di lupo, ma non a un morso di pecora.
Le paure non vanno mai nascoste, inabissate, giudicate. Vanno baciate, accarezzate, curate.
Una persona è frutto del suo ambiente, ma sarà pur sempre frutto de sé stessa nel minimo frammento. Insistere nel bene è la riuscita, insistere nel male è la sconfitta… Il mondo è quasi sconfitto!
Non serve parlare, la paura ti tiene soltanto lontana da un nuovo cammino, magari da quello giusto, non sempre la paura è giusta, e non sempre aiuta. Non serve parlare, saper riconoscere la paura dalla cosiddetta “paura” può solo aiutare a crescere e conoscere ciò che è giusto!
Come si chiama quella sensazione che più hai paura e più hai il coraggio di essere felice.