Lord Alfred Bruce Douglas (Bosie) – Omosessualità
L’amore che non osa pronunciare il suo nome.
L’amore che non osa pronunciare il suo nome.
I bonobo si masturbano a vicenda, i pesci pagliaccio cambiano sesso e in centinaia di specie animali ci sono rapporti sessuali tra esponenti dello stesso sesso… meno male che l’omosessualità dovrebbe essere “contro natura”. No, l’omosessualità (così come la libertà sessuale) al massimo va contro il volere del personaggio immaginario chiamato “Dio”, personaggio che in natura non esiste, viene venerato solo dall’uomo, quindi la religione è molto più innaturale dell’omosessualità, non a caso promuove cose contro natura, ad esempio il voto di castità.
Piaccia o non piaccia, essere attratti da qualcuno (anche o solo) dello stesso sesso è più che normale, anzi normalissimo e soprattutto naturale. È del tutto normale perché prima o poi può capitare a tutti; e addirittura potenzialmente naturale perché fa parte della natura di ogni essere vivente, dal più minuscolo al più mastodontico.Negare questa realtà può significare un primo passo avanti verso l’omofobia, una malattia che, come si sa, ti fa perdere la visione di un fatto che non può più essere nascosto o semplicemente ignorato. Un disturbo comportamentale che ti può portare ad una violenza, non solo verbale, ma anche fisica verso gli omosessuali, a un livello proporzionale alla tua scarsezza di argomenti validi o fatti per sostenere il contrario.
Tutti hanno paura d’essere culi, questa storia m’ha un po’ stufato. Forse sarebbe meglio se diventassimo tutti culi e se ci mettessimo buoni.
Non esiste il diverso, diverso è solo chi crede di essere normale.
Noi siamo rose. Rose nate tra margherite, iris, girasoli, papaveri, tulipani. Ognuno è diverso dall’altro, ma i fiori sono incantevoli tutti. Bellezza e profumo sono soggettivi. Non esiste un modello. Esiste ciò che ci è stato inculcato essere bello e profumato.
L’omofobia esiste perché esistono persone sempre pronte a ergersi a giudici, perché è più facile giudicare che informarsi, è più facile puntare il dito che comprendere.