Luc de Clapiers Vauvenargues – Comportamento
Il difficile non è essere intelligenti, ma sembrarlo.
Il difficile non è essere intelligenti, ma sembrarlo.
A volte la notte me ne sto sveglio nel letto e mi chiedo: “Dove ho sbagliato?” Poi una voce mi dice: “Ti ci vorrà più di una notte per questo”.
La speranza sgorga eterna nel petto umano; l’uomo non è mai adesso, ma sempre in un futuro, benedetto.
Dobbiamo smetterla di preoccuparci troppo di tutti e poco di noi. Star bene significa pensare anche a se stessi.
È privo di logica affermare “io non mi conosco”. Tutti conoscono se stessi, ogni singola piega esistenziale, ogni sfumatura emotiva, ogni goccia caratteriale; pochi semmai si raccontano per quello che sono, perché ne hanno paura. Questo però è un altro discorso.
Ci sono maschere e maschere. Alcune sono removibili e riposizionabili; altre sono permanenti e tali rimangono fino all’ultima ruga sul viso.
Chi sono io per dire quello che è giusto e quello che non lo è? Nessuno dovrebbe permettersi di criticare o giudicare le scelte che uno fa. Per capire certi gesti, abbandoni, rinunce, sbagli, decisioni, motivi o ragioni, dovrebbe aver camminato almeno un solo giorno nell’anima, nel cuore e nella vita della persona che ha deciso per quel si o per quel no.