Luc de Clapiers Vauvenargues – Uomini & Donne
La servitù avvilisce gli uomini sino a farsene amare.
La servitù avvilisce gli uomini sino a farsene amare.
“Vedi, è semplice. Prima s’incontra una ragazza carina, poi la si frequenta per un po’ per verificare di essere compatibili, confrontandosi sulle grandi decisioni da prendere per la vita in comune. Per esempio, quali parenti si vanno a trovare durante le vacanze, se si preferisce abitare in una villetta o in un condominio, avere un cane oppure un gatto, e chi dei due entra in bagno per primo al mattino. Se si continua ad andare più o meno d’accordo su tutto, ci si sposa. Fin qui mi segui?” “Come no”
Se una donna vuole è capace di piegare, spezzare un uomo, ridurlo alla stregua di un manichino e con crudeltà saprà muoverne i fili. L’uomo che conquista, che sceglie? Una cazzata colossale, ma lasciamolo credere.
La donna più addentro nell’anima sente forza d’amore, e l’uomo si fa padrone di tutto il suo essere e si rende vita della sua vita. La donna vive per amare, e di codesto sentimento usa nelle vicende dell’esistenza per lenire l’agrezza delle sciagure, per stemperare in dolce serenità le gioie trabocchevoli. È per cotesto che la donna è la poesia della natura, perché l’amore è l’eterno sorriso del creato, l’armonia che tutti gli esseri lega in un vincolo misterioso. E mentre l’uomo trascende a forti e concitati proponimenti, e passioni violenti e subitanee, la donna modera se stessa, finché lo consente natura; e la preghiera, l’umiltà, il sacrificio le porgono mezzi di giungere là, ove non possono la vendetta, l’odio, il furore dell’uomo.
Un uomo, signora, ha sempre paura di una donna che l’ama troppo.
Ogni tanto ho delle donne, ma non dura. Le donne sono un lavoro a tempo pieno. Bisogna scegliere.
Sono passata davanti ad un negozio che mi ha portato al ricordo di un mio ex. Il negozio si chiamava “zerbini”