Luca Cape – Tempi Moderni
Troppi mi piace per troppi pochi mi piaci.
Troppi mi piace per troppi pochi mi piaci.
Nei Social Network il corpo è necessario solo per digitare sulla tastiera.
Pecchiamo quando siamo troppo onesti, quando diciamo la verità in faccia e non alle spalle quando siamo leali e onesti. Pecchiamo quando siamo veri in tutto ed è per questo peccare che veniamo puniti, perché in un mondo di falsità la sincerità è reato punibile con la solitudine.,.
Mi chiedo a cosa servono le parole, se poi non siamo mai creduti o addirittura presi per pazzi. Tanto vale scrivere un messaggio almeno occhi non vedono e cuore non duole.
Bar e piazze di provincia sono diventati mercatini del pettegolezzo!
In altra epoca i colpevoli accusavano i colpevoli, ma buttavano a terra le pietre perché avevano coscienza di essere anche loro nel torto. Oggi coloro che sono nel torto si sentono pienamente nel giusto e tirano le pietre addosso ai veri giusti. Ecco il caos dell’età definita moderna.
Per favore smettiamola. Smettiamola di prenderci tutti in giro con Facebook, Whatsapp e stronzate varie. Smettiamola di pensare che un “mi piace” sia più importante di un “ti voglio bene”, che un messaggio “chilometrico” sia più emozionante di una lettera scritta a mano, con indirizzo, città e francobollo. Abbiate le palle di andare di andare dalla persona che vi piace, dall’amico con cui avete discusso, dal genitore deluso, e parlate. Cazzo, parlate. La bocca, gli occhi, le mani non servono per digitare o guardare uno schermo, servono per baciare, guardare, toccare. Basta volerlo. E smettiamola di prendere sempre la strada più semplice con un messaggio, un cuore in bacheca e cavolate varie. Smettiamola. Apriamo gli occhi e allontaniamoci dalla monotonia e dalla banalità. Guardiamole le persone. Negli occhi.