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Luca Di Tolla – Acqua

In un corso d’acqua ogni goccia vi appartiene… da esso è indistinguibile ed inscindibile… qualunque siano gli effetti sortiti dalla natura.

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  • Anonimo – Acqua

    Che bello spettacolo l’acqua che si trasforma in neve, com’è bello osservare e sognare di fronte ad una nevicata. Leggeri fiocchi cadono dal grigio, tempestoso cielo, danzando e roteando scossi ed accarezzati da un docile soffio di vento che li trasporta, li fa vagare, tra i rami rinsecchiti e intimoriti dal freddo e gelo di questi momenti. La neve discende orgogliosa e si placa sul terrestre, invernale manto ricoprendo soffice il terreno. Davanti a tali spettacoli di questo pittoresco e fantastico scenario e aspetto dell’inverno, balza subito l’idea di riflettere. I fiocchi che cadono allegri di colore bianco, magari da un cielo notturno illuminato dalla pallida luna ci fanno pensare alla purezza, all’umiltà, e ci presenta di fronte il seguente quesito: diamo noi importanza alle piccole cose umili che fanno sognare e crescere, com’è ad esempio una nevicata, una cascata fatata di acqua; o cerchiamo l’allegria in oggetti materiali che non ci donano la gioia vera?

  • Gianna Fagarazzi – Acqua

    L’acqua, meravigliosa sensazione quando scroscia sul mio corpo così calda, gentile, mi rilassa… sento che il suo calore entra in tutti i pori del mio essere… meravigliosamente domina il tempo. Ecco sotto l’acqua tutto il mio essere diventa un’altro essere…, sono libera, leggera, voglio cantare, mi voglio insaponare tanto, la schiuma mi avvolge piacevolmente con il suo profumo e magico tocco, nel risciacquarmi… la schiuma scivola leggermente nel mio corpo e nel soffermarsi ai miei piedi mi fa pensare alle onde della spiaggia che con fragore raggiungendo la spiaggia accarezza i piedi con infinito sollievo dalla lunga passeggiata lungomare.Ma poi chiudo l’acquedotto e rimango a vedere le ultime gocce che ancora scendono a ricordarmi… la piacevole, utile, e magnifica sensazione.

  • Joseph Conrad – Acqua

    Quasi fosse troppo grande e troppo potente per le virtù comuni, l’oceano ignora compassione, fede, legge, memoria. La sua incostanza può essere mantenuta conforme ai propositi umani solo con una risolutezza indomita, e con una vigilanza insonne, armata, gelosa, in cui, forse, c’è sempre stato più odio che amore. Odi et amo può ben essere la professione di fede di coloro i quali coscientemente o ciecamente hanno consegnato la propria esistenza al fascino del mare. Tutte le passioni tempestose dell’umanità quando era giovane, l’amore della rapina e l’amore della gloria, l’amore dell’avventura e l’amore del pericolo, insieme con il grande amore dell’ignoto e i vasti sogni di dominio e di potenza, sono passati come immagini riflesse in uno specchio, senza lasciare alcun segno sulla faccia misteriosa del mare. Impenetrabile e senza cuore, il mare non ha dato nulla di se stesso a coloro che ne hanno corteggiato i precari favori. Diversamente dalla terra, non si può soggiogarlo a nessun prezzo di pazienza e di fatica. Benché siano tanti coloro che il suo fascino ha adescato e condotto a una morte violenta, la sua immensità non è mai stata amata come sono state amate le montagne, le pianure, persino il deserto.