Luca Vincenzo Simbari – Frasi sulla Natura
Dio creò il cavallo, affinché l’uomo potesse, cavalcare il fulmine.
Dio creò il cavallo, affinché l’uomo potesse, cavalcare il fulmine.
Far coincidere a tutti costi una maschera ad una persona (persino una maschera che copre il viso dovrebbe adattarsi ai tratti del volto), è come il gioco delle geometrie, si cerca di inserire con la forza una forma quadrata in un buco rotondo. La solita storia. Dio vorrebbe dare il mio spirito più luminoso del suo, ai suoi figli e riempirne l’Universo, distribuirlo come il pane dopo aver fatto ricadere su di me le loro colpe e le bestialità degli angeli, con le sue maledizioni. La croce che Cristo ha stabilito, non funziona su chiunque, e non sempre i risultati sono uniformi. L’energia dello spirito infatti è molto più instabile e imprevedibile dell’energia atomica.
Chissà cosa sente la foglia che si stacca dal ramo, benché le sue nervature apparissero salde nell’innesto, invece, guardarsi morire la speranza del verde ed arrivare alla secchezza dell’arido, inquietante, malaticcio giallognolo e tentennare nella sospensione del refolo che, sadico, pone in prospettiva lo schianto, ma perpetua il senso del precipitare nella stasi della vertigine. Aspiriamo al nitore degli approdi, delle definizioni perentorie dei verbi nella coniugazione d’un passato prossimo che ci faccia chiudere gli occhi in segno di rassegnazione, evitando il gerundio della paura. Sta cadendo.
Quando sussurra il vento noi non lo possiamo ascoltare.
Siamo grani di polline che planano al vento… foglie appassite che si posano al suolo.
Il sole tramonta e il giorno si arrende alla sera. Tutto si attenua. Anche i colori si nascondono.
Parla forse il Cielo? Eppure le stagioni seguono il loro corso e le creature continuano a nascere.