Luciano De Rosa – Abitudine
Ogni volta che sto male, penso a quando sto peggio, e mi sento meglio.
Ogni volta che sto male, penso a quando sto peggio, e mi sento meglio.
Cosa c’è di più triste di chi giudica senza conoscere.
Vedevo d’improvviso una nuova faccia dell’Abitudine. Fino a quel momento l’avevo considerata soprattutto come un potere distruttivo che sopprime l’originalità e addirittura la coscienza delle percezioni; ora la vedevo come una divinità temibile, così inchiodata a noi, con il suo viso insignificante così confitto nel nostro cuore che si stacca da noi, se ci volge le spalle, questa divinità che quasi non distinguevamo ci infligge sofferenze più terribili di qualsiasi altra e allora diventa crudele come la morte.
Prendere un’abitudine è cominciare a cessar di essere.
Ci si abitua finanche a non essere più abituati a nulla.
Le catene dell’abitudine sono troppo leggere per essere avvertite finchè diventano troppo pesanti per poter essere spezzate.
Ogni piccola trasgressione impunita trasmette un segnale negativo che gli altri inevitabilmente finiscono per cogliere e utilizzare.