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  • Silvia Nelli – Verità e Menzogna

    Se sai solo parlare degli altri, di quanto pena e schifo facciano. Se sai solo accusarli di essere invidiosi di qualità che nemmeno possiedi. Se sai solo offendere, scrivere cose cattive e volgari. Se sai solo fare la vittima smielata allora posso dirti solo una cosa: “in qualsiasi modo tu possa descrivermi o dipingermi quel” finto “ritratto che mi crei sarà sempre migliore di ciò che tu sei veramente nell’anima”!

  • Silvia Nelli – Verità e Menzogna

    Le persone che vivono di bugie, di menzogna nella loro vita avranno solo una parte da recitare, e nella vita degli altri saranno solo una comparsa scadente. Il loro copione fatto di finti sentimenti, finti valori e finti concetti prima o poi cadrà assieme alla loro maschera! Il tempo farà il suo corso e tutto quello che abbiamo donato agli altri ci tornerà indietro. Quindi se ciò che hai regalato è ipocrisia, bugie e cattiveria preparati, perché ti verrà restituito con gli interessi. Non sarò io a farlo, ma la vita stessa!

  • Angela Cicolari – Verità e Menzogna

    Quando l’intera realtà si trasforma in un labirinto, di volti, di azioni, di nomi, di apparenze, pareti fatte di verità e di non verità, bisogna scegliere attentamente la direzione. Quella sbagliata potrebbe portare alla morte, o ad altro, anche peggiore. Non è colpa di nessuno se esiste, e non esiste per fare del male. È soltanto matematica, ingegno, pretende onestà. Non si capovolge per andare incontro all’inettitudine, all’errore e alla vigliaccheria. Se non si è capaci, si resta fuori. Si comincia sempre a proprio rischio, l’inizio è esplicito, ma poi cominciano le pagine bianche, senza appigli, non ci sono più cartelli. Quelle pagine vuote non si riempiono a proprio piacimento, perché non sono proprio bianche. Non c’è niente, eppure c’è tutto. La superbia di poterle riscrivere a proprio vantaggio, per salvarsi, sarebbe punita severamente. L’incognita appartiene all’unica legge, che controlla tutte le altre, davanti alla quale persino Dio è costretto a fermarsi: non può cambiare infatti quello che non può neanche raggiungere. Una legge non si conquista, non ci si pianta sopra una bandiera e dire per esempio: “questa è la legge di gravità e adesso è di mia proprietà e dei mie figli, ci farò quello che voglio”. Un labirinto è il perfetto e severo modo per fare una distinzione tra chi è valido, preparato, onesto, e chi pretende con la forza di esserlo imponendo alla legge, con la propria autorità, una verità di parte e limitata. Questa oggettività irremovibile è quello che servo, che amo, non mi piego all’impostura di Dio, che si crede superiore ad ogni legge e in diritto di poter uccidere chi vuole per avere, perché, per dirla in termini ippici, punterei sul cavallo sbagliato, soprattutto su quello dopato.