Luciano Pavarotti – Vita
“Addio” ha il sapore un po’ amaro della chiusura, del distacco permanente. Mentre so in cuor mio che difficilmente riuscirò a mettere la parola “fine” a questo capitolo, a chiudere la porta a chiave.
“Addio” ha il sapore un po’ amaro della chiusura, del distacco permanente. Mentre so in cuor mio che difficilmente riuscirò a mettere la parola “fine” a questo capitolo, a chiudere la porta a chiave.
Ci sono persone talmente piene di cose belle che con la sola presenza riescono a spazzar via il vuoto che ti porti dentro e a riempirti di vita.
Penso a coloro che nonostante abbiano tanto dalla vita non danno alla vita. Penso a coloro che soffrono senza meritarlo e non ricevono da chi potrebbe “dare”. Penso a coloro che vivono per fare del male quando potrebbero “almeno” non fare nulla. Penso a chi crede di essere onnipotente: di Onnipotente ce n’è uno solo… Lui si che può tutto. Penso a coloro che non credono nell’aldilà; per questo temo che in Paradiso ci sarà poco “traffico”. Penso.
Devo la mia rovina non al valore dei nemici, ma alla perfidia degli amici.
La gabbia non è un compromesso per chi ha scelto di volare.
Nella vita ricorda a qualsiasi problema c’è sempre una soluzione.
Da quando ho imparato a dire di no, mi sono spuntate le ali.