Lucio Cappelli – Filosofia
I diversi, di qualsiasi genere patologico, somo da curare non da condannare.
I diversi, di qualsiasi genere patologico, somo da curare non da condannare.
I miei diritti sono sacri, ma finiscono, quando impedisco ad un altro essere umano di avere i suoi.
La condivisione è una cosa diversa dall’appropriazione indebita.
Il momento in cui capiscodi essere forteè l’esatto istanteche mi vede in difficoltàusando solo il mio valoresenza bisogno di appoggiper combattere chi critica e denigra.
Possiamo considerare lo stato attuale dell’universo come l’effetto del suo passato e la causa del suo futuro. Un intelletto che ad un determinato istante dovesse conoscere tutte le forze che mettono in moto la natura, e tutte le posizioni di tutti gli oggetti di cui la natura è composta, se questo intelletto fosse inoltre sufficientemente ampio da sottoporre questi dati ad analisi, esso racchiuderebbe in un’unica formula i movimenti dei corpi più grandi dell’universo e quelli degli atomi più piccoli; per un tale intelletto nulla sarebbe incerto ed il futuro proprio come il passato sarebbe evidente davanti ai suoi occhi.
Quando un silenzio incomincia a fare più male delle parole, credo che si sia raggiunto un inizio, una consapevolezza tale che si smette di sentire tutto il rumore che c’è intorno e si inizia ad ascoltare l’inevitabile. Si inizia forse ad ascoltare il destino, il futuro che viaggia verso di noi, nonostante tutto.
La filosofia è la balia asciutta della vita, veglia sui nostri passi, ma non ci può allattare.