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Lucrezia Lacanfora – Vita

Se c’è una cosa che è impossibile fare è smettere di pensare. E a volte il flusso continuo dei pensieri è quello che non ti porta sulla strada giusta. Forse l’uomo dovrebbe essere meno razionale.

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    Ogni riflessione in base al concetto di felicitàha un suo aspetto personale.Le cose più piccole contano moltissimoogni piccolo avvenimento scaturisce un emozioneBasta che vediamo un film e ci immedesimiamosempre nel protagonista o nel antagonista.Un tramonto può farti riaffiorare degli amori iniziatima non coltivatiUn amico può assumere varie posizioni nella classifica della nostra vita.Ma alla fine di ogni giornataci ritroveremo semprea pensare a cosa manca per completareil nostro profilo personaledella nostra esistenza.

  • Maria Rita Canto – Vita

    Ci vorrebbe una corazza di ferro da indossare come se fosse una seconda pelle, per difendersi, proteggersi dal mondo, dalle angherie della vita e dalle ingiustizie ci vorrebbe un secondo fegato, uno non basta per sopportare o forse ci vorrebbe solamente più fede, per credere ancora a qualcosa, o forse semplicemente abbiamo smesso di “credere”.

  • Cristian Marrosu – Vita

    Chiedeva perdono a un Dio che desiderava vicino, trascendenza trasposta sempre in vita terrena, dialogo interiore per chi si è sempre saputo orfano. Perdono per non essere in grado di mantenere la sua promessa. Dedizione, assistenza, comprensione, conforto, fiducia, ricerca, tutto qui il Sacro Matrimonio? Intenzioni. Dove sono l’intimità, la gioia, il progetto, e dove sono le mani che accarezzano una pancia tesa e lucida, curve mentali a ingoiare futuro. Claire da quando stava con Claudio si era sempre pensata filiforme, quasi incapace di ingoiare futuro. L’amore poi è ancora un’altra cosa. Un’altra casa, non sempre fatta di mattoni. Claire voleva una famiglia, lei che non aveva mai avuto una, una normale. Era stata un caso particolare sin da quando ne aveva avuto coscienza. E memoria. Spiegare agli altri bambini che sua madre c’era, ma altrove, in cielo. E suo padre c’era, ma altrove, via lontano. E la sua casa c’era, ma non proprio sua, ci abitava con chi si prendeva cura di lei. E la sua città c’era, ma altrove, perché le sue radici erano altre. Le trovava nei racconti caldi fatti per lei da parenti e adulti. Caldi come un pile d’inverno.