Ludovico Ariosto – Destino
Che l’uomo il suo destin fugge di raro.
Che l’uomo il suo destin fugge di raro.
Eravamo percorsi da impulsi opposti, caldo e gelo e distacco e frenesia; ci sembrava di essere in ritardo su tutto e di essere ancora in tempo per qualsiasi cosa, di andare molto veloci e di restare incollati all’asfalto.
Non diventerò vecchio: io sono come una stella cadente.
C’era una stella che danzava e sotto quella sono nata.
Non c’è più quella grazia fulminante, ma il soffio di qualcosa che verrà.
A ciascuno è destinato il suo giorno.
Viandante, la via non c’è, la via si fa andando.