Ludovico Criacci – Stati d’Animo
Le false emozioni ci uccidono dentro e ci aprono il cuore come una scatoletta di tonno cui non v ‘ è traccia d’olio.
Le false emozioni ci uccidono dentro e ci aprono il cuore come una scatoletta di tonno cui non v ‘ è traccia d’olio.
Voglio rimanere solo nel mio silenzio. Bloccare il tempo e capire se sono io che sbaglio sempre oppure è il mondo che gira cosi.
Paradossalmente, la presenza più viva che possiamo provare è l’assenza.
Era un povero visino triste che nascondeva però la sua tristezza dietro una maschera di fredda arroganza.
Però non è giusto. Così proprio non va. Mi sento come Eva. Si, Eva. Non Adamo. Eva, una fottutissima Eva. Una fottutissima Eva nana. Una nana. E non solo non posso raggiungere il frutto proibito ma non posso neanche toccare nessuna di quelle altre merdose mele. Non una fottutissima mela. E Adamo sta lì che se ne frega. Dorme. No, è morto. Non proprio, ma è come se lo fosse. E se né frega delle mele. Non sente i morsi della fame. Morto. Ho fame Cristo. Ho fame. Continuando così morirò anch’io prima o poi. Che schifo. Non ci arrivo da solo. Sono troppo alte. Che schifo. Che schifo di paradiso. Non lo voglio questo paradiso del cazzo. Fanculo. Non è giusto. Niente lo è. Per favore, che qualcuno mi prenda per mano e mi conduca all’inferno. O come lo chiamate voi… vita.
Tu mi hai graffiato l’anima per sempre, porto ancora i segni del tuo amore dentro me.
Io sono quel sapore fra il dolce e l’amaro, quel profumo che sa di donna, ma anche di femmina quando serve. Io sono sempre il “meglio”, ma solo per chi merita.