Luigi Augusto Belli – Speranza
Muoio dalla voglia che accada un miracolo, e che tu compaia davanti a me per puro caso.
Muoio dalla voglia che accada un miracolo, e che tu compaia davanti a me per puro caso.
Quando l’immobilità mangia ogni briciolo movimentato che la rondine che è in te cerca inesorabilmente per volare ancora, sempre più in alto, sempre più in basso; quando l’immobilità mette spalle al muro, raso terra il tuo trillare allegro e svolazzante, il tuo cantare dolce di onde e vita passante; quando l’immobilità avvelena il tuo becco portatore di rugiada, ricorri nell’antidoto: la speranza.
E ora non esitare, non cercare motivazioni, ma: baciami.
È così semplice dire “la vita continua, tutto passa”, perché la verità è che tutti noi vorremmo sapere quand’è che il dolore passa, e come continuerà la nostra vita dopo.
Se non avessimo la speranza come amica la vita non avrebbe un senso!
Non si scappa, è bene ribadirlo: si deve partire da sé per poter arrivare dall’altra parte, e tornare poi cambiati e arricchiti nella propria dimora interiore. Perché sentire, sapere e perseguire quello che ci fa stare bene è la suprema forma di amore per noi stessi.
Sono le parole silenziose che ti portano incontro alla tempesta.