Luigi Augusto Belli – Stati d’Animo
È a pelle che si sentono cose a cui le parole non sanno dare nome.
È a pelle che si sentono cose a cui le parole non sanno dare nome.
La risata violenta in un contesto modesto accoglie l’eco di un antico dolore.
Girovagando per il mondo ho trovato me. Il problema è che mi sono resa conto di aver dimenticato la borraccia dell’acqua in questo deserto.
Il suono dolce di un pianoforte, melodia lontana di un momento oscuro che risale alla mente. Il ricordo di un attimo che si è liberato nel tempo. Il mio rincorrere le stelle, utopia raggiungibile. La gioia di avere afferrato la più luminosa. E sapere che ne sarò illuminato per sempre.
Credici, puoi.
Che ti importa se hai distrutto il mio cuore, in fondo era il mio non il tuo.
Il silenzio… rumore di mute parole… pensieri stretti nella mente in un’altalena di sorrisi e malinconia. Il silenzio come onda pacata che attraversa l’anima adagiando il tempo a mutevoli sogni o come impeto devastante di solitudine, marea travolgente che ode solo se stessa.