Luigi Compagnone – Filosofia
Per il cretino tutto ciò che non capisce si chiama filosofia.
Per il cretino tutto ciò che non capisce si chiama filosofia.
L’amore nasce e finisce nello stesso momento, tutto ciò che noi chiamiamo amore è una conseguenza del suo passaggio ed è per questo che ci fa soffrire, l’amore è solo felicità, che si sa, è solo un momento.
A volte mi chiedo se non sia proprio la libertà la nostra unica catena.
Tra la vita e la morte non c’è separazione, ma solo trasformazione nella continuità di essere.
Come non esiste tema senza variazione o viceversa, non esiste continuità senza discontinuità, costante senza mutamento, essere senza divenire. Tuttavia l’equilibrio di questi due poli è così precario che prima o poi giungono inevitabili un cosiddetto “punto di rottura/catastrofe” e una conseguente “rottura di simmetria”. Al che irrompono pure opinioni soggettivissime e giudizi personalissimi sul valore d’attribuire a tali eventi.
La fragilità non è un limite, ma un privilegio da custodire.
La fede (certezza della verità) è l’umiltà della ragione di fronte a intelletto e sapienza, doni spirituali.