Luigi Einaudi – Società
Dove son troppi a comandare, nasce la confusione.
Dove son troppi a comandare, nasce la confusione.
La scuola centra pienamente il suo obiettivo, quando ha insegnato a ben istruirsi da sé.
La libertà dell’individuo va limitata esattamente nella misura in cui può diventare una minaccia a quella degli altri.
La giustizia verso i cittadini non dovrebbe avere colori né di pelle, né politici. Dovrebbe solo essere giusta.
Una cultura libera non è priva di proprietà; non è una cultura in cui gli artisti non vengono ricompensati. Una cultura senza proprietà, in cui i creatori non ricevono un compenso, è anarchia, non libertà. E io non intendo promuovere l’anarchia. Al contrario, la cultura libera che difendo è in equilibrio tra anarchia e controllo. La cultura libera, al pari del libero mercato, è colma di proprietà. Trabocca di norme sulla proprietà e di contratti che vengono applicati dallo stato. Ma proprio come il libero mercato si corrompe se la proprietà diventa feudale, anche una cultura libera può essere danneggiata dall’estremismo nei diritti di proprietà che la definiscono.
Non ho fatto molte considerazioni sui giudici, perché a chi ha il potere di giudicare non si deve parlare molto, al limite si devono fare i fatti.
Due persone a mia memoria hanno pronunciato la frase “controlli casa per casa, piano per piano”. Una è Matteo Salvini e indovinate chi è l’altra.