Luigi Moretta – Stati d’Animo
Ed è così che ti vedo ormai, pesante, come i miei guai, buio, come i miei pensieri, sfocato, come i miei desideri, freddo, come il mio cuore, complicato, come l’amore, triste, come un barbone vagabondo, sei tu, mondo.
Ed è così che ti vedo ormai, pesante, come i miei guai, buio, come i miei pensieri, sfocato, come i miei desideri, freddo, come il mio cuore, complicato, come l’amore, triste, come un barbone vagabondo, sei tu, mondo.
Forse stai attraversando un periodo della tua vita dove tutto è nero, senza vie di uscita, e ti senti attrarre sempre più giù in un vortice senza fine, ti senti risucchiare dall’esistenza non vivendola, ma soffrendo senza alternativa. Ecco allora voglio ricordarti che tu sei una meravigliosa, unica, insostituibile scintilla e la fede nel tuo più profondo è il giusto atteggiamento per il cambiamento. La fede è qualcosa dentro te, che sta sopra di te, e che ti fa vedere con gli occhi dell’anima la direzione e i passi da compiere. L’entusiasmo a poco a poco rifarà parte della tua vita e il coraggio di nuovo si farà strada nel tuo Cuore.
Non mi piace affatto sapere quel che si dice di me in mia assenza: mi rende troppo presuntuoso.
È sempre e solo una questione di “forza”, ma non quella fisica, quella che viene da “dentro”, quella che ti fa combattere ogni giorno, che ti fa aggrappare alla vita anche quando ci sono tanti che vorrebbero che tu lo mollassi quell’appiglio. Quella che ti fa comprendere e perdonare. Quella che ti permette di lasciar andare, quella che ti fa dimenticare. Quella che ogni giorno ti fa dire “buongiorno sole!”
Se perdi così tanto tempo a pensarmi e a controllare le mie cose su facebook, vuol dire che l’invidia ti si mangia!
Dovremmo smetterla di continuare a pensare a noi stessi, a quello che è giusto o meno per noi. Dovremmo smetterla di crearci paesaggi immaginari che ci rendono più pilastri gelidi che carne ed ossa. Dovremmo smetterla di guardare tra gli occhi degli altri per capire come leggere i nostri. Dovremmo smetterla di sentirci vivi in un mondo di morti. Dovremmo smetterla di cercare cose inutili che non migliorerebbero ne il nostro mondo e ne quello degli altri. Dovremmo ogni tanti prenderci una pausa dai nostri pensieri, quelli che ti consumano le ossa e il cervello, questo è il prezzo per sentirci liberi? Poi, lo saremo davvero un giorno o stiamo facendo tutto per niente, per tornare a posare sui vecchi pezzi di pietra?
Non sanguinerebbero così tanto i miei pensieri se, invece delle spine, ogni tanto mi sfiorassero i petali.