Matteo Casella – Stati d’Animo
Vorrei parlare con gli occhi e con il cuore, ma vedo tante persone distratte.
Vorrei parlare con gli occhi e con il cuore, ma vedo tante persone distratte.
Impigliata nelle trame del cielo, lascio che il blu della notte mi precipiti addosso.
Se potessi vendere tutta la rabbia che ho, ora sarei il più ricco del mondo.
Fatta di fiori e rami, ché la carne mi cade per strada a brandelli sotto i colpi della vita. Sono la mia natura selvaggia, la mia soglia matrigna, l’indisponente, l’odiato, lo scherno, l’invidia per braccia e gambe che gesticolano e camminano normalmente. Ho le stampelle attaccate agli occhi per non cadere difronte alle immagini mentali che proiettano ricordi e li introiettano ancor più, relegandoli su un letto antidecubito, ché troppe volte mi hanno lacerato, aprendo le piaghe nella membrana sottilissima di emozioni e memoria. Profumo d’essenza di fiori di loto e ninfee sul pelo d’acqua di stagno che genera muschio sulle pareti umide di archetipi immaginifici, astratti, confusi.
Nel mare dei sentimenti non importa se sai nuotare, rischi sempre d’affogarci.
Nulla è più provocante della calma e della cortesia.
Anche i pagliacci smettono di ridere se durante le loro esibizioni l’entusiasmo viene a mancare, il supporto degli spettatori diventa essenziale, il sorriso rischia di trasformarsi in lacrime.