Luigi Principe – Stati d’Animo
Inutile pratica il ponderare. Le scelte migliori sono un attimo sull’onda di uno stato di grazia.
Inutile pratica il ponderare. Le scelte migliori sono un attimo sull’onda di uno stato di grazia.
Ho l’abitudine di rispettare il dolore degli altri: mi pare che il trarre profitto della debolezza nella quale il dolore prostra la carne e lo spirito di una donna sia la più bassa degradazione fisica e psichica in cui è concesso al maschio di cadere.
La solitudine è la vertigine di chi ha il corpo fermo ma il cuore al vento.
Perché poi alla fine, siamo coinvolti dal nostro presente, non da ieri ne da domani.
Vorrei un mondo diverso, un mondo pulito! Pulito d’emozioni!
Una preghiera inversa di voglie al contrario, con le richieste sottosopra, le mani giunte dietro alla schiena, il cuore a destra, bisogni superflui, poco esistenziali, spesso, biechi. Offro le spalle come saluto. Non mi genufletto e mi crocifiggo da sola. Espio. Confesso. Non mi assolvo. Mi faccio carne. Pietanza da divorare alla mercè di cannibali incontrati in strada. Ovunque. Rientro in me, monastica, nei chiostri rassicuranti della solitudine strutturale, in ritiro spirituale, sabbatico.
Ci sono delle cose che rimangono impresse sulla pelle, e non fanno più male.