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  • Luigi Pirandello – Sorriso

    Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.

  • P. John Faber – Sorriso

    Donare un sorrisorende felice il cuore.Arricchisce chi lo ricevesenza impoverire chi lo dona.Non dura che un istantema il suo ricordo rimane a lungo.Nessuno è così riccoda poterne far a menonè così povero da non poterlo donare.Il sorriso crea gioia in famiglia,dà sostegno nel lavoroed è segno tangibile di amicizia.Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,rinnova il coraggio nelle provee nella tristezza è medicina.E se poi incontri chi non te lo offre,sii generoso e porgigli il tuo:nessuno ha tanto bisogno di un sorrisocome colui che non sa darlo.