Maicol Cortesi – Comportamento
Ancora in alcune famiglie vi è l’usanza di mangiare nel coccio di terracotta, sempre accompagnati da quel timore che alla fine della pietanza, si riveli il proprio nome.
Ancora in alcune famiglie vi è l’usanza di mangiare nel coccio di terracotta, sempre accompagnati da quel timore che alla fine della pietanza, si riveli il proprio nome.
A volte sarei capace di fare le valigie all’istante e andarmene per la tanta ipocrisia che c’è in giro, ma poi mi rendo conto che ovunque io vada è sempre la stessa cosa, per quanto ogni essere umano è diverso dall’altro, è sempre la stessa cosa.
Quelle sbadate, quelle che arrivano all’ultimo momento, quelle dai maglioni larghi, e dagli occhiali con la montatura grossa, ecco proprio quelle ragazze, dall’aria sognante, che stringono un libro al petto, che hanno mille amori infranti, e che si siedono sempre negli ultimi posti, quelle che osservano il cielo e spesso inciampano, proprio loro, le amo tutte quel genere di ragazze. Mi ci perdo a guardarle, a scrutare i loro sguardi, si raccontano da sé, hanno una finestra sul mondo ed una al piano superiore, dove si ritirano la sera a fare i conti con le loro fragilità.
Sono insopportabili quelli che vogliono avere sempre l’ultima parola, ma quando non c’è più dialogo…
La virtù non conduce ad altro che all’inazione più stupida e più monotona, il vizio a tutto ciò che l’uomo può sperare di più delizioso sulla terra.
Se c’è da spettare io aspetto, se c’è da dimenticare, io dimentico, se c’è da…
Nessuno è meglio di me. Ci sono solo persone diverse da me.