Marcella Colaci – Frasi sulla Natura
Dove c’è un giardino c’è armonia ma la cosa sublime è coltivarla tutti i giorni per non farla morire, così la poesia.
Dove c’è un giardino c’è armonia ma la cosa sublime è coltivarla tutti i giorni per non farla morire, così la poesia.
In una limpida serena nottealza lo sguardo verso le stelle.Lascia le tue cellule sintonizzarsi al dialogo musicaledelle mille luci viventi che ti avvolgono.Risvegliata dalle stelle una sottile energiadapprima pulsante poi vibrante fluiràascoltalati suggerirà il ritmo del respiro.Ora i tuoi occhiaccesi dalla tua vibrante energiada finestre aperte al cielosi trasformeranno in due luminosissime stelleCon questa consapevole Attenzioneosserva il tuo luminoso sguardo allo specchiolascia che la luce riflessa dei tuoi occhi ti inondi,ritorni in circolo con il fluire risvegliato.Ti riconoscerai stella pulsante nell’Universo.Ora incamminati nel mondoritroverai la luminosa vibrazionein ogni espressione offerta dalla Natura.Se ti capiterà di specchiarti in due occhicon la stessa ricettivitàlascia che sbocci il natural’abbraccio.Vi ri-troverete nella “Casa Universale.”
La terrà avrà mal di testa a forza di girare. Noi siamo i figli della sua emicrania.
Noi siamo la specie evoluta. Eppure non ho mai visto un caimano inquinare un fiume, mai sentito di un gabbiano che abbia sparso fumi di morte nel cielo, mai osservato un ornitorinco uccidere suoi simili per futili motivi, mai letto di un orso che abbia immesso CFC nell’aria, mai appurato che un pitone abbia abbattuto foreste. Mai saputo di un animale che volutamente e sistematicamente autodistrugga il proprio habitat. Noi siamo la specie evoluta. Certo.
L’uomo persevera nello sfidare la natura.Non capirà mai che dovrebbe “arruffianarsela”.
Ricordiamoci sempre dei fiori, del cielo e del sole, anche quando i nostri pensieri ci portano verso un film in bianco e nero.
Che imbecilli. Mi ripugna il pensare che sto per rivedere le loro facce ottuse e piene di sicurezza. Legiferano, scrivono romanzi populisti, si sposano, hanno l’estrema stupidità di fare figli. E frattanto la grande natura incolta s’è insinuata nella loro città, s’è infiltrata dappertutto, nelle loro case, nei loro uffici, in loro stessi. Non si muove, si mantiene ferma in essi, essi vi stan dentro in pieno, la respirano e non la vedono, credono che sia fuori, a venti miglia dalla città. Io la vedo, questa natura, la vedo… So che la sua sottomissione è pigrizia, so ch’essa non ha leggi: quella che scambiano per la sua costanza… Non ha che abitudini, e le può cambiare domani.