Marco Giannetti – Cielo
Il cielo è come me, muta i colori del mio dolore e mai tornerà blu perché la tua nuvola ha bevuto gocce del mio bene.
Il cielo è come me, muta i colori del mio dolore e mai tornerà blu perché la tua nuvola ha bevuto gocce del mio bene.
Basta anche solo un pezzo di cielo per guardare la luna.
Io non credo nella notte. Non credo a quando mia mamma mi vieta di rientrare a mezzanotte perché ha paura delle persone che ci possono essere a quell’ora. Io credo che se qualcuno mi deve fare o dire qualcosa lo faccia anche alle cinque, sei, sette, anche bussando alla porta di casa. E comunque essere abbandonata nuda al freddo tra le stelle non farà mai male quanto di quando m’hai abbandonata.
Persino la notte più buia non è mai completamente buia.
Degli esaltati si riconoscono subito: si impegnano con ogni mezzo ad ottenere quello che dicono di voler evitare.
Si può restare in riva al mare, lambiti dalle onde che… alla fine della loro corsa pur esprimono l’impeto con cui nascono e continuano a portare in se… ma le onde non si placano e vogliono travolgere e portare con sé ciò che incontrano… si può restare là, dove esse non arrivano a inaridirsi e bruciare al sole senza dare calore… amore.
Avrei voluto scrivere dell’idea di noi, ma il sogno di volare è solo un’immagine su una maglietta rosa.