Marco Giannetti – Società
Tutto ciò che appartiene alla storia non l’abbiamo compiuto noi.
Tutto ciò che appartiene alla storia non l’abbiamo compiuto noi.
E meno male che qualcuno aveva detto che i magistrati dovevano parlare solo con le sentenze.
Odio vivere a New York e via discorrendo. I taxi e gli autobus di Madison Avenue, con i conducenti e compagnia bella che ti urlano sempre di scendere dietro, ed essere presentato a dei palloni gonfiati che chiamano angeli i Lunt, e andare su e giù con gli ascensori ogni volta che vuoi mettere il naso fuori di casa. E quegli scocciatori sempre lì, da Brooks. E la gente che non fa altro.
Perché i giovani sono sempre incazzati? Perché hanno ragione.
Siamo una generazione che è stata un po’ schiacciata. Ma dopo Tangentopoli, che è stato un trauma, abbiamo cominciato a svegliarci anche noi.
Se penso che uno diceva: “Se sbaglio mi corriggerete”, mentre l’altro pensa di non sbagliare mai… se penso che uno l’hanno fatto beato, mentre l’altro dormiva beato… se penso che uno pregava Dio, mentre l’altro si crede Dio… se penso che uno è stato il miglior Papa di tutti i tempi, mentre l’altro il peggior “politico” di sempre… beh meglio che smetta di pensare e fare paragoni che non reggono.
Dalla lontana Nairobi, apprendo con profondo orrore che anche l’Italia ufficialmente entra in guerra. Con un voto scellerato del Parlamento, il tanto decantato tricolore si renderà complice e autore di morti di migliaia di civili, di assurde stragi, di bombardamenti su città, villaggi, su popolazioni inermi, ridotte alla fame da condizioni di vita disperate.Un voto di una gravità inaudita quello del nostro Parlamento, che colloca l’Italia in una pagina nera della storia del mondo, una pagina listata a lutto e datata mercoledì 7 novembre 2001.