Marco Mei – Tristezza
Manco più a me stesso che a chiunque altro.
Manco più a me stesso che a chiunque altro.
Triste compagna la solitudine per chi ha perso l’abitudine di vivere. Ma ogni giorno è una pagina, scritta solo per noi, che dobbiamo colorare con i colori della speranza, della forza, senza mai arrendersi, agli affanni dell’esistere.
Il sorriso dona luce al volto di chi lo possiede e agli occhi di chi l’osserva. Alcune volte, però, è solo una smorfia che cela un velo di malinconica tristezza.
Chi ha sofferto sa essere ancora più cattivo. Rabbia, frustrazione, impotenza e un sentimento d’ingiustizia pervasivo ci abitano da dentro e, come per una logica di pareggiamento dei conti, di libero sfogo o di ricerca di un capro espiatorio, finiamo per diventare carnefici di carnefici, carnefici di vittime e noi vittime di noi stessi.
Chi comprende la sofferenza propria comprende anche quella degli altri. Ci sta dentro, la comprende.
Son così cangianti i volti degli ipocriti quanto necessari i moti del Vento.
Quanto è triste il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana.