Marco Oliverio – Felicità
Ci piace pensare di essere stati felici una volta, per giustificarci di non esserlo più.
Ci piace pensare di essere stati felici una volta, per giustificarci di non esserlo più.
Cantare adesso rimane la cosa che mi rende più felice.
La gioia esplode improvvisa, non ha un oggetto né un momento suo, arriva nel tuo cuore e puoi solo farla esplodere! Come correre senza sapere dove ma per il piacere infinito di sentire nei tuoi polmoni una esagerata immissione di ossigeno!
Il motivo principale per cui la gente se ne va dai paesini di provincia “diceva sempre Rant,” è perché così poi può sognare di tornarci. E il motivo per cui ci resta è per sognare di andarsene”.Con questo Rant voleva dire che nessuno è mai felice, da nessuna parte.
La felicità è un fantasma che esiste soltanto quando è già stato.
Poiché noi siamo fatti in modo che paragoniamo tutti a noi stessi e noi stessi a tutti, la felicità o il dolore dipendono da coloro con i quali stiamo a contatto, e nulla è più pericoloso della solitudine. La nostra immaginazione, che è naturalmente portata ad elevarsi, alimentata dalle fantastiche immagini della poesia, si crea una schiera d’esseri fra i quali noi occupiamo l’ultimo posto; e all’infuori di noi tutto ci sembra splendido e ogni persona perfetta. E questo è naturalissimo. Spesso sentiamo che ci manca qualche cosa e, proprio quel che ci manca, ci sembra di trovarlo in un’altra persona alla quale attribuiamo tutto ciò che noi pure abbiamo, e inoltre una grazia ideale. Così immaginiamo l’uomo felice. Ed esso è una creatura della nostra fantasia.
Negli anni si impara che non c’è felicità, non c’è vittoria senza coerenza.