Marco Oliverio – Vita
Certi insegnanti assomigliano a quei banchi di scuola che si scoprono piccoli una volta cresciuti.
Certi insegnanti assomigliano a quei banchi di scuola che si scoprono piccoli una volta cresciuti.
Meglio un’autentica disperazione che una falsa speranza.
Il rispetto che vorremmo per noi dovremmo riservarlo prima agli altri. Rispetta se vorrai essere rispettato.
I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell’andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare, perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell’orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull’asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell’umanità.
Pienamente consapevole che nella vita ci saranno persone che entrano ed escono, e che poche resteranno. Ma questa consapevolezza non mi impedisce di soffrire quando alcune di esse decidono di andarsene.
Continua a sorridere sempre, anche se la tua vita sarà difficile.
Quante volte scendendo le scale mi è toccato fermarmi e lasciare la precedenza a chi stava salendo di corsa.