Marco Peddio – Sogno
Quando siamo piccoli mettiamo i sogni nel cassetto e crescendo molto spesso perdiamo la chiave. Restano chiusi per molto tempo; a volte li trovano i nostri figli, altre volte restano lì per sempre.
Quando siamo piccoli mettiamo i sogni nel cassetto e crescendo molto spesso perdiamo la chiave. Restano chiusi per molto tempo; a volte li trovano i nostri figli, altre volte restano lì per sempre.
I sogni sono come i castelli di sabbia, si costruiscono e alimentano con le migliori speranze poi: il vento, il mare oppure la semplice realtà si occupa di loro.
Lui sognava troppo, e io troppo poco.
Nessun sogno rimane tale se è realmente desiderato. Allora libera il tuo sogno lascia che le sue ali attraversano il cielo del giorno, nella notte quel volo è di tutti.
A volte ho desiderato, almeno per una volta, di poter cambiare tutto il destino dell’umanità, ma mi rendo conto che non è possibile, che tutto resta in un bellissimo sogno che faccio a occhi aperti.
Un sogno, tenuto troppo dentro, ristagna e marcisce. Con la conseguente origine di un sogno malato, che non ha nulla in sé, se non il rimpianto di vederlo concluso nel modo più triste.
C’è chi dice che io viva con la testa sulle nuvole e che dovrei smetterla di sognare l’impossibile. Ma perché lo sarebbe? Perché ho il coraggio di andare ogni tanto contro corrente e di credere ancora nei miei sogni?