Marco Tullio Cicerone – Desiderio
Per chi aspira al primo posto non è indecoroso fermarsi al secondo o al terzo.
Per chi aspira al primo posto non è indecoroso fermarsi al secondo o al terzo.
Non ho niente, non mi serve niente. Tutto ciò che voglio è niente!
Iustitiam quaerimus, rem omni auro cariorem.Ricerchiamo la giustizia, cosa più preziosa di ogni ricchezza.
Il destino lo creiamo noi… e siamo noi che decidiamo la nostra vita.
L’anima fatica ad addomesticare il cuore, la ragione lo induce a riflettere gli occhi a fargli luce, inutilmente! Lui galoppa come un puledro selvatico saltando tutti gli ostacoli lo fa perché domato dalla passione!
Il mondo che vorrei? L’ho scritto nel mio cuore e leggendo fra le righe si può capire ciò che vorrei.
Appoggio il viso al vetro, voglio gustare il paesaggio, imprimerlo nella mente, ogni più lieve sfumatura. Le tue braccia che dolcemente mi afferrano, appoggio la testa sul tuo petto, ed i nostri occhi guardano quel lago in lontananza, quella lastra di ghiaccio che lo ricopre, consci che sarà il nostro ultimo incontro. Non voglio sprecare il tempo che ci rimane a guardare l’inverno che sta passando, quel gelo lo sento nel cuore. Mi giro verso te, inizio a spogliarmi, voglio che tu mi guardi, i tuoi occhi seguono ogni mio movimento. M’avvicino a te, solo un piccolo lembo di pizzo, separa le tue mani dal mio corpo. Ma non c’è fretta, ed inizio a sbottonarti la camicia, te la faccio scivolare via, e dove le mie mani passano, la mia bocca si ferma. Sento prepotente il tuo bisogno, le mani si spostano sui bottoni dei pantaloni, gioco con te. Li slaccio, scivolano sulle gambe, sposto la mano per far spazio alle mie labbra. Sento che oramai sei mio, mi allontano, ti guardo ed ora inizia tu a giocare con me!