Marghy Ferrara – Stati d’Animo
E forse un giorno mi morderò le labbra. Ma tu di sicuro ti morderai i gomiti.
E forse un giorno mi morderò le labbra. Ma tu di sicuro ti morderai i gomiti.
Continuo con i punto e a capo e le pause brevi d’una virgola che uso per riprendere fiato negli elenchi di cose da – non – dirti; io, che me ne starei volentieri tra parentesi, ad essere saltata come informazione forse futile, ma di precisazione, nelle letture lunghe.
Non ho idea di cosa mi accadrà in questa vita, ma so per certo che non mi lascerò atterrare da chi di me non ha capito proprio niente, per queste persone non esistono proprio.
Il caldo torrido imperversa senza pietà. L’estate è nel pieno del suo vigore, e per chi non è al mare ad ascoltare lo sciabordio delle onde, c’è un canto che accompagna le calde e afose giornate estive: è il canto delle cicale, una precisa colonna sonora, il tormentone della hit parade della natura che accompagna i mesi estivi. Anche ascoltare il loro canto è Estate.
È la sensualità dell’anima che amo, quella che ti spoglia i pensieri e ti veste le parole.
Ho sempre amato il mare perché nel suo profondo blu posso annegare i miei pensieri più tristi.
Il cuore con troppa facilità nei momenti difficili tende a chiudersi e trattenere il respiro, il dolore si acutizza e diventa l’unico modo di vivere, non è vita… con un po’ di forza si può camminare incontro al vento, andare a respirare l’aria salmastra del mare o semplicemente alzare gli occhi ed inebriarsi di cielo, imparare a respirare, ad ascoltare il silenzio del cuore per ritrovare la forza e volare di nuovo.