Maria Pia Isgrò – Vita
Nel vocabolario della nostra vita non deve esistere la parola arrendere.
Nel vocabolario della nostra vita non deve esistere la parola arrendere.
Fino a un certo punto della nostra vita non ci è stato difficile sapere più o menochi eravamo, da che parte stavamo e contro chi.
Il tempo è come una corrente d’acqua che fluisce da una sorgente e perpetua indisturbata il corso della nostra vita.
Non solo l’esperienza personale ne soltanto l’errore possono arrecare insegnamento; ma anche l’informazione ci può portare a questo risultato.
Quanti giorni si sprecano in gioventù, incoscientemente si pensa di essere eterni. Non si riflette sulla morte, si pensa “è troppo lontana la morte”, “c’è tempo”, “ci sono speranze e sogni da realizzare, amori da vivere”, “c’è tempo!” I giorni passano, alcuni inutilmente ed i sogni e le speranze man mano sono soffocati da problemi da risolvere dai dolori o dalle malattie. Nel dolore si apprende un’infinità di cose, tutto questo, però può non Impedire di pensare a quanti errori si poteva evitare, a quante altre strade si potevano percorrere, ai giorni trascorsi pensando al futuro facendosi sfuggire il presente. Si vivono attimi di felicità intensi nei sogni e nelle speranze avverate o quando l’amore, forse breve, fa capolino. Ci si ritrova con i capelli imbiancati, e si pensa “non c’è più tempo, non c’è futuro!” Ormai lo hai imparato che bisogna ora, vivere il presente!
Quando impareremo a vedere le cose e la vita con gli occhi d’un bambino?
Non concentriamoci sul passato e neanche sul futuro. Rischiamo di non assaporare il presente.