Maria Romano – Vita
L’insorgenza di non vivere affascina la controindicazione di ottemperare al dolore.
L’insorgenza di non vivere affascina la controindicazione di ottemperare al dolore.
Uomo, non sacrificare l’intera tua vita per un ideale, perché col tempo potresti mutare pensiero, perché, guardandoti indietro, potresti scoprire una prigione che ha punito un innocente.
Nel tempo una persona si rivela per quello che vale, non sarò perfetto, ma chi lo è? Il pentimento equivale a una sconfitta ed io mi sento un vincitore, il rimpianto equivale a una mancata possibilità, ma in questa vita ce ne sono molte. Tira un’aria nuova, di cambiamento, di occasioni, di emozioni ma non potrà mai portare un cambiamento alla dignità delle persone, coloro che l’hanno persa, l’avranno persa per sempre.
La vita è un minuto, la felicità un secondo.
La vita è un’instabile, zoppicante danza ballata su una barcollante altalena che oscilla sull’asse di una dialettica continua mantenuta da due corde sfilacciate: boh e mah!
A volte penso che la vita andrebbe vissuta con più leggerezza senza porsi tante domande alla ricerca di risposte inutili. Vivere un giorno alla volta sottraendo il pensiero dalla schiavitù di un tempo che non ci appartiene e che probabilmente non sarà mai come temiamo o speriamo. Imparare a scorgere la vita nascosta in ogni istante di un tempo che inesorabilmente sfugge agli occhi della mente ma non ai battiti del cuore.
Le diversità esistono, ma la volontà pareggia i conti.