Maria Stella Matina – Stati d’Animo
Tutti dicono “ti voglio bene” ma in pochi lo pensano realmente.
Tutti dicono “ti voglio bene” ma in pochi lo pensano realmente.
Io chiedo solo di non essere immerso nella banalità dell’umanità.
Vorrei essere un diario. Un diario lasciato sul ciglio di una strada o in una casa vecchia, abbandonata, piena di misteri e ricordi. Vorrei che qualcuno mi trovasse e che con l’entusiasmo di scoprire tutto quello che celo, non si soffermi sulla copertina rovinata. Vorrei che come in un diario, le persone non si preoccupassero degli spazi bianchi, ma dell’inchiostro incatenato dentro di me.
La solitudine è la vertigine di chi ha il corpo fermo ma il cuore al vento.
E un, due tre, un, due, tre vola la mente mia e un, due, tre, un, due, tre a ritmo di una danza sgangherata, e un, due, tre, un due, tre ricama parole la mente mia, ricama ragnatele di pensieri, rovi di agonie, e un, due, tre, un, due, tre tarsie intarsia nel legno della memoria, scolpisce sul marmo dell’abbandono. Un, due, tre, un, due, tre volteggia la mente mia, scivola vento tra le foglie, le trascina la mente mia e accarezza con loro la terra nuda. Un due, tre, un, due, tre è neve la mente mia, fredda, freddissima gelida e scolorisce ogni certezza certa, imbianca ogni incertezza certa.
Piacere è diverso da amare. Le persone piacciono per quello che hanno ma si amano per quello che sono.
Tutti dicono che sono un bastardo ma io non ci credo.